|
Non
è una "jam session" di passaggio, ma una formazione basata su
collaborazioni sperimentate e motivate di musicisti presenti da lungo
tempo nei festival e nei concerti di maggior rilievo Augusto Mancinelli e
Massimo Manzi si incontrano artisticamente nei primi anni '80.
L'ecclettico chitarrista marchigiano trova nell'estroso drumming del
batterista, di origine romana, una felice partnership che si rinnoverà
spesso, assieme ad una serie di esperienze internazionali individuali con
musicisti come Lee Konitz, Enrico Rava, Franco Cerri ecc.
Augusto Mancinelli, nel suo primo album da solista "Exstreme"
convoca l'ottimo sassofonista veneto Pietro Tonolo, musicista completo e
personale, presente in quasi tutte le formazioni maggiori del nord-Italia
ed in una vasta discografia anche a proprio nome.Paolo Ghetti, il più
giovane elemento del quartetto - ma già esperto e stimato bassista - si
inserisce stabilmente nel trio Mancinelli-Manzi nel 1991 avendo gia spesso
collaborato con quest'ultimo. Incideranno così l'album "jazzwork"
(secondo disco insieme a mancinelli per la splash record) ed effettueranno
svariati concerti in tutt'Italia anche estendendo a quartetto - con P.
Tonolo - l'organico, offrendo una versione moderna e originale di quel
jazz "made in Italy" che da diversi anni sta conquistando
l'attenzione della critica mondiale, merito supponiamo, dell'unione di
rigore espressivo, conoscenza della tradizione jazzistica ed energia
creativa che gli ascoltatori meno distratti sapranno riconoscere in questo
quartetto.
|
|