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Nato
a Trieste il 20.08.39, in oltre trent'anni di carriera, il
trombettista, flicornista, compositore ha al proprio attivo oltre settanta
incisioni, di cui sedici a proprio nome. Avvicinatosi alla tromba nel '57,
grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker, Enrico Rava comincia a
suonare giovanissimo nei club torinesi.
Nel '62, conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la
colonna sonora del film di Montaldo "Una bella grinta". In
quegli anni incontra Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy, con il quale
suona free jazz in quartetto tra Londra e Buenos Aires (ed è in
Argentina, nel '66, che il quartetto registra l'album "The Forest and
The Zoo").
Nel '67, Rava è a New York ed entra in contatto con l'avanguardia free,
tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Rashied Ali, Cecil Taylor, Carla Bley,
Charlie Haden, Marvin Peterson, ecc...
Dopo una parentesi italiana, che lo vede esibirsi con vari musicisti, tra
cui Franco D'Andrea, e registrare a Roma con Lee Konitz e a Brema con
Manfred Schoof, nel '69 riparte per New York, dove rimarrà per otto anni.
I primi tempi suona soprattutto con Rudd, Bill Dixon e la Jazz Composer's
Orchestra di Carla Bley, sotto la cui direzione partecipa all'incisione di
"Escalator Over the Hill".
A partire dal '72, anno in cui pubblica "Il giro del giorno in 80
mondi", il primo disco a suo nome, Rava dirige quartetti (sia nei
club newyorkesi che in tournée in Europa e Argentina) quasi sempre privi
di pianoforte. Le collaborazioni e le incisioni si susseguono, preziose, a
ritmo serrato, al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei,
americani: tra questi Gaslini, D'Andrea, Tommaso, Di Castri, Melis,
Urbani, Tonolo, Centazzo, Abercrombie, Daniellson, Christensen, Hill, Rudd,
Vasconcelos, Vitous, Humair, Ditmas, Mengelberg, Saluzzi, la Globe Unity
Orchestra, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Archie Shepp, ecc...
Ha effettuato tours e concerti in USA, Giappone, Canada, Europa, Brasile,
Argentina, partecipando a importanti Festival (Montreal, Toronto, Huston,
Los Angeles, Perugia, Antibes, Berlino, Parigi, Tokyo, ecc.).
E' stato più volte votato miglior musicista nel referendum annuale della
rivista "Musica Jazz", risultando vincitore anche nelle
categorie "miglior gruppo" e "miglior disco italiano".
Roberto Gatto, batterista e compositore, è conosciutissimo
nell’ambiente (può fregiarsi di numerosi titoli di “miglior
batterista italiano” nei referendum indetti dalle riviste specializzate)
ed è collaboratore di vecchia data di Rava.Vanta innumerevoli partnership
in ambito jazzistico e non (Chet Baker, Lee Konitz, Gato Barbieri, Bob
Berg, Steve Lacy, George Coleman, Phil Woods, James Moody, Mickael Brecker,
Joe Lovano, Tommy Flanagan, John Scofield, Billy Cobham, Richard Galliano,
Enrico Rava, Franco D’Andrea, Enzo Pietropaoli, Danilo Rea oltre allo
stesso Pieranunzi solo per citarne alcuni fra i jazzisti e Mina, Gianni
Morandi, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Teresa de Sio, Renzo Arbore, Sergio
Caputo e Gilberto Gil per la musica “leggera”).
Da anni si dedica anche alla composizione di musiche da film; possiamo
ricordare le colonne sonore di “Nudo di donna” per la regia di Nino
Manfredi, di “Mignon è partita” e di “Il grande cocomero” di
Francesca Archibugi con la collaborazione di Battista Lena.
Stefano Bollani è uno dei musicisti più in vista del nuovo jazz italiano
oltre che un personaggio di grande simpatia. Il giovane pianista (nato a
Milano nel 1972) è stato proprio valorizzato da Enrico Rava e Roberto
Gatto, che sono stati fra i primi a credere in lui ed hanno contribuito
non poco alla sua maturazione come jazzista completo, e ormai è diventato
uno dei punti di riferimento del jazz nostrano. Laureato con lode al
conservatorio Cherubini di Firenze, ha iniziato a lavorare molto presto
nella musica pop con dei rinomati artisti italiani. Ha lavorato con
artisti molto famosi quali Gato Barbieri, Lee Konitz, Jimmy Cobb, Han
Bennick, Aldo Romano, Toninho Horta, Greg Osby, Elliot Sharp, oltre ad
aver collaborato con Rava, Gatto, Paolo Fresu e Richard Galliano. Nel 1998
è stato designato come miglior nuovo talento nella classifica della
rivista Musica jazz.
Molto belle le parole di Bollani all'indirizzo dei suoi due compagni sul
palco: "Suonare con Rava per me era un vero e proprio punto di
arrivo. In verità si è dimostrato un punto di partenza, perché stare
accanto giorni e giorni ad una persona come Enrico aiuta a chiarirti le
idee su molte vicende, non solo musicali. Non ti fa mai pesare la sua età
e la sua esperienza, ed al tempo stesso ti fa capire che è possibile
vivere in maniera coerente alla propria musica e vivere bene, in pace con
se stessi ma in continuo movimento. Roberto è il più grande batterista
che abbiamo in Italia, e non si può spiegare perché. Bisogna ascoltarlo,
suonarci insieme. Ha "quella cosa" che lo rende diverso dagli
altri, chiamiamola pure maturità o intelligenza musicale. Sono due
musicisti con cui non c'è stato bisogno di parlare a lungo di un
arrangiamento o di un passaggio… l'intesa è immediata, andiamo nella
stessa direzione."
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