giovanni tommaso - contrabbasso
stefano bollani - pianoforte
rosario bonaccorso - contrabbasso
roberto gatto - batteria

    

Nato a Trieste il 20.08.39, in oltre trent'anni di carriera, il trombettista, flicornista, compositore ha al proprio attivo oltre settanta incisioni, di cui sedici a proprio nome. Avvicinatosi alla tromba nel '57, grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker, Enrico Rava comincia a suonare giovanissimo nei club torinesi.
Nel '62, conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la colonna sonora del film di Montaldo "Una bella grinta". In quegli anni incontra Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy, con il quale suona free jazz in quartetto tra Londra e Buenos Aires (ed è in Argentina, nel '66, che il quartetto registra l'album "The Forest and The Zoo").
Nel '67, Rava è a New York ed entra in contatto con l'avanguardia free, tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Rashied Ali, Cecil Taylor, Carla Bley, Charlie Haden, Marvin Peterson, ecc...
Dopo una parentesi italiana, che lo vede esibirsi con vari musicisti, tra cui Franco D'Andrea, e registrare a Roma con Lee Konitz e a Brema con Manfred Schoof, nel '69 riparte per New York, dove rimarrà per otto anni. I primi tempi suona soprattutto con Rudd, Bill Dixon e la Jazz Composer's Orchestra di Carla Bley, sotto la cui direzione partecipa all'incisione di "Escalator Over the Hill".
A partire dal '72, anno in cui pubblica "Il giro del giorno in 80 mondi", il primo disco a suo nome, Rava dirige quartetti (sia nei club newyorkesi che in tournée in Europa e Argentina) quasi sempre privi di pianoforte. Le collaborazioni e le incisioni si susseguono, preziose, a ritmo serrato, al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei, americani: tra questi Gaslini, D'Andrea, Tommaso, Di Castri, Melis, Urbani, Tonolo, Centazzo, Abercrombie, Daniellson, Christensen, Hill, Rudd, Vasconcelos, Vitous, Humair, Ditmas, Mengelberg, Saluzzi, la Globe Unity Orchestra, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Archie Shepp, ecc...
Ha effettuato tours e concerti in USA, Giappone, Canada, Europa, Brasile, Argentina, partecipando a importanti Festival (Montreal, Toronto, Huston, Los Angeles, Perugia, Antibes, Berlino, Parigi, Tokyo, ecc.).
E' stato più volte votato miglior musicista nel referendum annuale della rivista "Musica Jazz", risultando vincitore anche nelle categorie "miglior gruppo" e "miglior disco italiano".
Roberto Gatto, batterista e compositore, è conosciutissimo nell’ambiente (può fregiarsi di numerosi titoli di “miglior batterista italiano” nei referendum indetti dalle riviste specializzate) ed è collaboratore di vecchia data di Rava.Vanta innumerevoli partnership in ambito jazzistico e non (Chet Baker, Lee Konitz, Gato Barbieri, Bob Berg, Steve Lacy, George Coleman, Phil Woods, James Moody, Mickael Brecker, Joe Lovano, Tommy Flanagan, John Scofield, Billy Cobham, Richard Galliano, Enrico Rava, Franco D’Andrea, Enzo Pietropaoli, Danilo Rea oltre allo stesso Pieranunzi solo per citarne alcuni fra i jazzisti e Mina, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Teresa de Sio, Renzo Arbore, Sergio Caputo e Gilberto Gil per la musica “leggera”). Da anni si dedica anche alla composizione di musiche da film; possiamo ricordare le colonne sonore di “Nudo di donna” per la regia di Nino Manfredi, di “Mignon è partita” e di “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi con la collaborazione di Battista Lena. Stefano Bollani è uno dei musicisti più in vista del nuovo jazz italiano oltre che un personaggio di grande simpatia. Il giovane pianista (nato a Milano nel 1972) è stato proprio valorizzato da Enrico Rava e Roberto Gatto, che sono stati fra i primi a credere in lui ed hanno contribuito non poco alla sua maturazione come jazzista completo, e ormai è diventato uno dei punti di riferimento del jazz nostrano. Laureato con lode al conservatorio Cherubini di Firenze, ha iniziato a lavorare molto presto nella musica pop con dei rinomati artisti italiani. Ha lavorato con artisti molto famosi quali Gato Barbieri, Lee Konitz, Jimmy Cobb, Han Bennick, Aldo Romano, Toninho Horta, Greg Osby, Elliot Sharp, oltre ad aver collaborato con Rava, Gatto, Paolo Fresu e Richard Galliano. Nel 1998 è stato designato come miglior nuovo talento nella classifica della rivista Musica jazz. Molto belle le parole di Bollani all'indirizzo dei suoi due compagni sul palco: "Suonare con Rava per me era un vero e proprio punto di arrivo. In verità si è dimostrato un punto di partenza, perché stare accanto giorni e giorni ad una persona come Enrico aiuta a chiarirti le idee su molte vicende, non solo musicali. Non ti fa mai pesare la sua età e la sua esperienza, ed al tempo stesso ti fa capire che è possibile vivere in maniera coerente alla propria musica e vivere bene, in pace con se stessi ma in continuo movimento. Roberto è il più grande batterista che abbiamo in Italia, e non si può spiegare perché. Bisogna ascoltarlo, suonarci insieme. Ha "quella cosa" che lo rende diverso dagli altri, chiamiamola pure maturità o intelligenza musicale. Sono due musicisti con cui non c'è stato bisogno di parlare a lungo di un arrangiamento o di un passaggio… l'intesa è immediata, andiamo nella stessa direzione."